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08 gennaio 2012
In attesa di sei mensilità e della tredicesima |
Natale amaro per i lavoratori dell'opera "San Francesco" |
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di Angelo Giovinazzo |
RIZZICONI -Rabbia e disperazione si leggono sul volto di un ex lavoratoredella Fondazione "Opera San Francesco d'Assisi" di Rizziconi, che non riesce ad ottenere le sue spettanze, al pari degli altri suoi colleghi, ingiustamente licenziaticome lui,dalladirezione della struttura socioassistenziale di viaSanta Maria Superiore. I lavoratori sono stati licenziati dalla Fondazione, quando il responsabile della Casa di Riposo e Casa Protetta di Rizziconi ha deciso di mettere in atto il piano di ridimensionamento del personale per contenere i costi di gestione. Giuseppe Ierace, ex rappresentante sindacale aziendale della Cgil, è apparso esausto dopo mesi di lotta e di false promesse. Aspetta, invano, ormai da sei mesi, come gli altri suoi colleghi, destinatari dello stesso provvedimento di licenziamento, di ricevere le retribuzioni maturate, oltre al trattamento di fine rapportodi lavoro. Ilsuoexdatore di lavoro «irresponsabilmente » non paga, nonostante la Fondazione abbia incassato oltre 700 mila euro, per il periodo che va dal 16 febbraio al 12 dicembre 2011. Ierace e gli altri lavoratori non riescono più a sbarcare il lunario, dopo mesi d'inutili attese e senza un centesimo in tasca. La loro situazione è drammatica e la delusione è tanta. Sono rimasti delusi principalmente dalla politica e dalle Istituzioni, alle quali più volte, gli ex lavoratori della Fondazione, in precedenza hannofatto riferimento,ma laloro richiesta d'intervento è rimasta sempre senza riscontro. A nulla sono valsi gli scioperi attuati in tutti questi mesi, per la rivendicazione delle loro spettanze. «Nemmeno i tentativi di conciliazioni avvenuti in Prefettura, tra le parti, hanno portato ad una felice conclusione della vicenda - si legge nella nota a firma di Giuseppe Ierace - così come nemmeno hanno avuto un seguito i decreti ingiuntivi emessi dal Tribunale». Ierace e gli altri lavoratori licenziati cercano solamente di far rispettare i loro diritti, essere retribuiti per il lavoro di assistenza offerto ai ricoverati della struttura e svolto con amore e passione. La vicenda tutt'intorno è piena di false promesse da parte della direzione dell'Opera "San Francesco d'Assisi" che «trova ogni scusa per giustificare la mancata risoluzione delle pendenze». Ierace assicura che il tempo delle esitazioni e della pazienza è ormai abbondantemente scaduto per cui ognuno «è giusto che si assuma le proprie responsabilità». Insieme ai lavoratori licenziati in blocco nella primavera scorsa, tra i quali Ierace, appunto, a non ricevere gli stipendi sono anche tutti gli altri dipendenti, tuttora in forze presso la Fondazione, che vantano un credito di sei stipendi, oltre la 13^ mensilità.
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