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      30 LUGLIO  2009  
 
 

 

Anche Pasquale Inzitari si interessò al progetto

 di  FRANCESCO CONDOLUCI


RIZZICONI -I componentidel Nucleo Via della Regione, quelli che avevano inizialmente bocciato per “incompatibilità ambientale” il progetto di “Rizziconi Energia Spa”, «erano tutti incapaci». Questo, secondo il teste dell'inchiesta “Energopoli” An - tonio Argentino, avrebbe detto l'allora dirigente regionale Settore Energia, Domenico Lemma, aggiungendo che «l'unica centrale da autorizzare era quella di Rizziconi». Per farlo, per consentire che il progetto superasse la valutazione d'impatto ambientale, Lemma non esitò a stilare uno studio comparativo che ricalcava «recte copia» lo studio di Rizziconi Energia. «La quale per tale via - sostiene il pm Pierpaolo Bruni - ha ottenuto l'autorizzazione alla costruzione della centrale in luogo e in danno della concorrente Calabria Energia che aveva proposto, ottenendo pareri favorevoli, una centrale per l'area industriale di San Ferdinando». Fin qui l'iter burocratico che tra le contraddizioni e le illegittimità scoperchiate dai magistrati, ha condotto alla messa in opera della megacentrale da 760 mgw. Da rilevare che a costruire l'impianto, fu la “Ansaldo Energia”, la stessa società che aveva proposto un analogo impianto per il territorio di Melicucco. Il progetto venne bocciato, ma alla Ansaldo non andò poi così male, visto che si rifece aggiudicandosi i lavori di costruzione della centrale “concorrente” (?) di Rizziconi. Ed anche sui lavori non hanno mancato di allungarsi ombre e sospetti. Nell'ordinanza che ha portato incarcere con l'accusa di “concorso esterno in associazione mafiosa” l'ex consigliere provinciale (originario proprio di Rizziconi) Pasquale Inzitari, i giudici riportano ad esempio una intercettazione telefonica da cui emerge che anche l'allora esponente Udc si sarebbe interessato alla vicenda. «Parlando con Antonino Di Certo, il 13 agosto 2006 -si legge - Inzitari afferma di essersi fortemente impegnato affinché la centrale venisse realizzata a Rizziconi. Inzitari, inoltre si è impegnato affinché ad ottenere l'appalto per la commercializzazione dell'energia prodotta dalla centrale fosse la Rizziconi spa, pianificando con il suo interlocutore i comportamenti da adottare per assicurare a tutti un ruolo: “un ruolo per tutti, senza problemi e senza niente … ognuno deve avere unruolo”». Un vero e proprio inghippo politico-affaristico, quello della centrale di Rizziconi, le cui ricadute negative, se è vero che è stata costruita sulla base di parametri ambientali “falsati”, sta ricadendo sul territorio e sulla popolazione locale: e in attesa che si concluda l'inchiesta a Crotone, la componente della Commissione Parlamentare Antimafia, Angela Napoli, ha chiesto che «le indagini vengano allargate anche a chi ha effettuato i collaudi dell'impianto».
 

 

 

 

 

 

 

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