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      14 LUGLIO  2009  
 
 

 

Rizziconi. Assemblea Cisa
Centrale turbogas il sindacato chiede il rispetto dei patti

Angelo Giovinazzo


RIZZICONI - Mentre la Procura di Crotone indaga su possibili illeciti commessi nelle procedure di autorizzazione e realizzazione della centrale elettrica a turbogas, a Rizziconi il sindacato solleva il mancato rispetto del protocollo d’intesa stipulato a suo tempo tra il gestore e Comune, prima che l’impianto venisse costruito. Armando Marcianò, commissario nazionale della federazione metalmeccanica della Cisa (Confederazione italiana sindacati autonomi), ha incontrato in una partecipata assemblea pubblica, i giovani di Rizziconi, le imprese del luogo e gli ex dipendenti della centrale elettrica di contrada Olmolungo. E' stato fatto il punto della situazione, relativamente agli ultimi contratti di lavoro in centrale. Secondo quanto ha affermato Marcianò le assunzioni hanno coinvolto in prevalenza manovalanza di fuori Comune, mentre ai rizziconesi sono stati riservati solamente pochi posti di lavoro. E' stata anche l'occasione buona per Marcianò mettere a fuoco alcune inadempienze commesse dalla centrale alimentata a turbogas. Marcianò ha sottolineato la scarsa qualità della centrale elettrica mostrata di fronte al contenuto del protocollo d'intesa, sottoscritto con il Comune di Rizziconi, che prevedeva un impegno forte, atto a ricercare le risorse umane e le imprese di servizi operanti all'interno della struttura, tra i cittadini e le ditte del luogo. «Rizziconi e i rizziconesi vengono defraudati continuamente da una società che inizialmente si era presentata determinata, foriera di novità, promettendo persino posti di lavoro e altro ancora, idoneo a favorire, comunque, la cittadina e la sua popolazione pur di arrivare - ha detto uno stizzito Marcianò - a questo punto, a costruire sul nostro territorio la sua centrale ». Nel suo intervento il commissario nazionale della federazione metalmeccanica riferendosi sempre a quanto riportato nel protocollo d'intesa ha parlato di «120 posti di lavoro promessi che non ci sono mai stati, con il rischio grave del licenziamento che incombe come un macigno su almeno 10 dei 20 dipendenti di Rizziconi che vi lavorano all'interno della centrale, perché in scadenza di contratto a tempo determinato». Marcianò ha affrontato pure il tema relativo «all'impossibilità di costituire una società di commercializzazione del prodotto dove il Comune di Rizziconi avrebbe detenuto una quota di partecipazione pari al 10%, esercitando così una tipica attività di impresa sino a ricavare finanche degli utili». Molti gli interventi che si sono susseguiti e particolarmente accesso è stato quello del titolare di un'impresa di servizi di Rizziconi, le cui due richieste di colloquio con l'azienda di contrada Olmolungo non hanno mai avuto un riscontro. In una nota che Marcianò ha diramato subito dopo la conclusione dei lavori dell'assemblea, fa intuire che se da parte della centrale non vi saranno segnali di una volontà a convocare, dietro invito della Cisa, un tavolo di concertazione tra le parti, il commissario nazionale stesso, le forze politiche e sociali, le varie associazioni del luogo e gli operai si organizzeranno, per rilanciare insieme un forte movimento di massa, di controffensiva per la difesa di un posto di lavoro sul loro territorio di residenza e per il rispetto del contenuto del protocollo d'intesa.
 

 

 

 

 

 

 

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