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21 Ottobre 2009

 

infiltrazioni mafiose

                 Comune di Rizziconi,

     alla Dda trasmessa la relazione d’accesso                                                                                                    

di Agostino Pantano

Rizziconi:Per la prefettura di Reggio Calabria sono talmente evidenti le prove dell’infiltrazione mafiosa nel Comune di Rizziconi, che l’ufficio di governo ha trasmesso la relazione d’accesso alla Direzione distrettuale antimafia per verificare, attraverso indagini mirate sul piano penale, le ipotesi di reato riscontrate. Lo si è appreso ieri da fonti attendibilissime, che hanno in tal modo aggiunto nuovi particolari sul caso di un municipio per il quale pende dalla primavera scorsa una richiesta di scioglimento degli organi amministrativi, che il ministero degli Interni ad oggi non ha ancora assecondato. Una vicenda analoga a quella che riguarda il Comune di Fondi, in provincia di Latina, dove il muro eretto dal dicastero guidato da Roberto Maroni “trascura” da mesi la gravità penale e amministrativa dell’esito del lavoro compiuto dagli investigatori inviati da quella prefettura. Nel caso di Rizziconi, il cui Comune è guidato dall’aprile scorso da un commissario prefettizio - dopo le dimissioni del sindaco Michele Bello di poco successive all’Accesso - le infiltrazioni e le responsabilità penali ipotizzate nella relazione del prefetto Francesco Musolino riguarderebbero attività della cosca Crea. L’indagine della commissione d’accesso era iniziata il 19 marzo e, meno di trenta giorni dopo, si era conclusa con la compilazione di una relazione secretata e piena di riferimenti alle collusioni con la ’ndrina egemone in paese, che avrebbe perfino influenzato la nomina del difensore civico e l’assegnazione di diverse consulenze. Risvolti su cui adesso indaga la Procura antimafia reggina, che da tempo ha attenzionato l’evoluzione di una cosca i cui vertici peraltro sono sotto processo per l’oscura compravendita dei terreni serviti per la costruzione di un centro commerciale, dopo il cambio di destinazione d’uso deciso da una precedente amministrazione

 

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