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un calabrese sul palco |
E il pubblico apprezza Nino Forestieri |
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| di Danila Bellino |
ROMA L’unica voce italiana a piazza Vittorio è quella di Nino Forestieri. Al “Primo marzo 2010, 24 ore senza di noi”, sul palco si alternano musicisti di ogni parte del mondo: c’è l’Orchestra di Piazza Vittorio, Badara Seck, Brassmati Awrkestra, e anche il presentatore, Salvatore Marino, è un figlio di immigrati. Ma il calabrese di Rizziconi, ha portato con sé Francis, un ragazzo nigeriano, che è diventato coautore di una canzone, che è anche un inno alla tolleranza, “Hei fratello!”. La collaborazione, ci ha raccontato Nino, è nata per caso: «Lui è venuto da me e mi ha detto, ho una passione per il canto, io l’ho guardato negli occhi, che sono pieni di gioia e ho sentito come cantava, poi abbiamo cominciato a lavorare insieme; il suo è un canto religioso, in cui si parla delle bellezze della sua terra, io sono intervenuto qui e là per formare un testo ». I brani presentati da Nino sono tratti dall’ultimo album uscito nel maggio 2009, compreso “Da solo”, che ha entusiasmato il pubblico di piazza Vittorio, ed è la storia, narrata in prima persona, dell’unico sopravvissuto a un naufragio di una barca di clandestini. «Qui sto portando il messaggio di una Calabria che non ci sta ad essere bollata come razzista - ha dichiarato il cantante - certo i fatti di Rosarno sono stati eclatanti, i media hanno sbattuto la Calabria in prima pagina, ma forse è stato anche un bene avere tanta attenzione perché, come dico io, i politici e certi ambienti istituzionali guardano sempre alla Calabria con un cannocchiale rovesciato, per allontanarla, allontanarne i problemi, a cui in effetti non riescono a trovare una soluzione». |
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