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La Cgil ha lanciato un ultimatum alla casa di cura
Fondazione “Opera San Francesco” dipendenti ancora senza stipendio
Eloquenti le dichiarazioni dell’ex funzionario regionale Domenico Lemma
di Angelo Giovinazzo
RIZZICONI - Riemergono puntuali i soliti problemi alla casa di riposo denominata “Fondazione Opera San Francesco” di Rizziconi. Problemi che la Fondazione si trascina oramai da qualche annetto e che coinvolgono principalmente i lavoratori della stessa casa di riposo. I dipendenti giustamente battono cassa e protestano. Vogliono le loro mensilità pregresse che ancora oggi non sono state loro corrisposte. Ma le casse della Fondazione, a quanto pare, sono decisamente all'asciutto. In questo contesto di difficoltà finanziarie e vertenze lavorative, si inserisce la Cgil che in un’ap - posita assemblea ha incontrato i lavoratori, con i quali è stato fatto il punto su una serie di tematiche che riguardano il futuro dei dipendenti. Si è parlato pure delle prospettive della Fondazione, soprattutto alla luce degli accreditamenti che la Regione Calabria si aggiunge a deliberare. All'assemblea, oltre al segretario generale della funzione pubblica della Cgil comprensoriale di Gioia Tauro, Giuseppe Gentile, ha preso parte anche il segretario regionale di categoria Vindi SALVATORE LAZZARO TAURIANOVA - Una notizia buona e una cattiva. Entrambe vengono riferite dai commissari straordinari che reggono il Comune dopo lo scioglimento per infiltrazione mafiosa, Vincenzo D'Antuono, Filippo Romano e Giancarlo Tarantino. Tutte e due attengono allo stesso oggetto. Lalieta nuova è che l'acqua è ritornata potabile nel rione di Iatrinoli. La cattiva è che l'acqua invece non è potabile per gli abitanti del rione Radicena. Da ricordare che Iatrinoli e Radicena formavano Comuni autonomi fino al 1929, anno del loro accorpamento da cui nacque l'odierna Taurianova. Per quanto riguarda Iatrinoli, la commissione straordinaria ha emesso nella giornata di ieri un'ordinanza con la quale è stato revocato il divieto di potabilità del prezioso liquido. Come si spiega in una nota, «i lavori fin qui effettuati a cura del settore tecnico del Comune, infatti, hanno consentito di riparare i numerosi danni alle obsolete condotte di abduzione dalle fonti all'abitato, che risalgono agli anni trenta e necessiterebbero di integrale sostituzione (cui si sta lavorando, compatibilmente con le risorse finanziarie dell'Ente)». Ricordiamo che per questa defaillance idrica, protrattasi per circa due mesi, si era costituito da poco un apposito comitato, il quale aveva minacciato il non pagamento delle bollette dell'acqua ove il problema non fosse stato risolto in tempi brevi. Arrivando addirittura a prefigurare una sorta di rimborso per le spese sostenute dagli iatrinolesi per l'acquisto delle bottiglie di acqua minerale per placare la sete acuita dal caldo estivo. E prima del comitato era stata l'associazione culturale Iatreion a intervenire sui commissari per sollecitare la fine del disagio. Senza contare i pittoreschi cartelli di protesta fatti affiggere da ignote mani sulla monumentale fontana di Iatrinoli che si affaccia sulla piazza Vittorio Emanuele II, accanto alla chiesa matrice. Ma, chiusa una falla, ecco che si apre un'altra. Dato che, nel mentre si procedeva a ripulire l'acqua di Iatrinoli, purtroppo, come spiegano D'Antuono, Romano e Tarantino, «a causa della rottura degli impianti di adduzione delle fonti di località Marro, che forniscono Radicena, le analisi periodiche che la commissione straordinaria fa ormai effettuare con cadenza settimanale, hanno dato esito leggermente difforme dai valori ottimali, ma comunque tale da imporre l'adozione di un'ordinanza di non potabilità dell'acqua di quel quartiere». Una problematica, questa, che, ad avviso della triade commissariale, si dovrebbe risolvere entro dieci o quindici giorni, giacché i tecnici si stanno alacremente prodigando per la bisogna, tanto che «il motore dell'impianto di località Marro è già stato sostituito e si sta provvedendo ad altre riparazioni necessarie per ripristinare la potabilità ». Va evidenziato che a Taurianova questa prima metà dell'anno si è rivelata terribile sul fronte idrico. Ed è stata proprio Radicenaad accusare il primo colpo dell'avversa sorte. Da gennaio e per alcuni mesi l'acqua era imbevibile a causa dello smottamento delle falde acquifere che l'avevano inquinata. E non solo a Radicena ma anche nella frazione San Martino essa era non potabile.Mentre era potabilissima a Iatrinoli. Poi le parti si sono invertite, per capovolgersi, adesso, ancora una volta. La speranza dei radicenesi è che la purezza dell'acqua venga ripristinata nel breve lasso di tempo indicato dalla commissione straordinaria. Ulteriori disagi sarebbero insopportabili. cenzo Fidale. «Gentile nell'introdurre i lavori - è riportato in un comunicato stampa che sintetizza l’esito dell’incontro - ha affrontato l'annoso problema delle retribuzioni pregresse, peraltro già oggetto di un procedimento giudiziario d'urgenza che dovrebbe concludersi nell'udienza del prossimo 4 agosto». E' stata anche l'occasione per Gentile di ricordare che sono state intraprese delle iniziative di lotta che hanno portato alla proclamazione di una giornata di sciopero, anticipato da un accordo sottoscritto tra le parti, che impegnava la Fondazione a pagare le spettanze entro il 31 dicembre scorso. Accordo poi disatteso dalla dirigenza della Fondazione che conseguentemente ha portato all'azione giudiziaria, che tutt'ora è in corso. «Purtroppo bisogna prendere atto - si legge ancora nella nota stilata dalla Cgil di Gioia Tauro - che a nulla sono valse le azioni conciliative per evitare il ricorso al giudice del lavoro, per cui , ancora oggi, ci si ritrova a dover pensare anche al dopo procedimento d'urgenza e ad ulteriori altre azioni per recuperare il sacrosanto diritto del salario dei lavoratori». Nella nota del sindacato guidato a livello nazionale da Guglielmo Epifani, è evidenziato pure quale sia il profilo dei rapporti tra la Fondazione e i lavoratori, che sarebbe emerso in maniera equivocabile nella precedente riunione dello scorso 15 luglio. «A quei dipendenti che non parteciperanno alla riunione, verranno posticipati gli stipendi». E' quanto riporta la nota, che dàdunque un'interpretazione «simile a una minaccia» alle parole dell'avviso fatto dal legale rappresentante della Fondazione, Maria Albanese ai dipendenti. Quindi alla fine dell'assemblea è stato deciso di intervenire sia a livello regionale e sia presso l'Azienda Sanitaria Provinciale numero 5 di Reggio Calabria, al fine di «ripristinare la normale e tranquilla attività lavorativa presso laFondazione e di programmare, inoltre, un nuovo momento di lotta attraverso la proclamazione di una giornata di sciopero, da tenersi subito dopo il periodo estivo ». |
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