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Una folla commossa per l'ultimo saluto a Cristiano |
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| di Francesco Inzitari |
Rizziconi: Un pomeriggio afoso, alternato ad un leggero vento, ha fatto cornice all'estremo saluto esternato da una folla strabocchevole, soprattutto giovani, a Cristiano Papasidero la cui vita è stata spezzata tragicamente. Un'altra giovane vittima della strada nell'annus horribilis rizziconese. Il giovane Cristiano, ventenne, residente nella popolosa frazione Cirello-Cannavà, martedì primo giugno verso le ore 23 circa, stava raggiungendo in Bmw gli amici. Percorreva la strada Taurianova-Palmi, e stava per arrivare a destinazione: il solito bar dove incontrava gli amici. A poca distanza, però, perde il controllo della macchina e va a sbattere contro un muretto di cemento posto al lato della carreggiata. Un urto violentissimo, con gli stessi amici che sentono il boato e chiamano subito il 118. Poi la corsa all'ospedale di Polistena, il trasferimento ai Riuniti di Reggio Calabria e il lungo coma. Fino a due giorni addietro, quando l'agonia del ragazzo rizziconese è finita. Un altro giovane, a pochi mesi dalla morte di Lorenzo Caruso, che muore sulle strade della zona. Nel pomeriggio di ieri giovedì, intanto presso l'oratorio diocesano di Cannavà, si è svolto il rito funebre. Molta gente, molta commozione. Un ragazzo buono e disponibile, benvoluto da tutti, come spesso accade nelle piccole comunità come quella di Cirello. La commozione dei funerali è il simbolo migliore dell'affetto che lo ha circondato in vita e, senza dubbio alcuno, continuerà a farlo dopo la sua morte prematura. In prima fila ai funerali l'inconsolabile padre Rocco, la desolata madre Francesca Versace ed i due fratelli, frastornati e increduli. L'uscita del feretro dall'oratorio diocesano è stata salutata da un prolungato applauso. Tra i tanti manifesti listati a lutto spicca quello degli amici più cari: "Il destino ti ha tolto troppo presto dall'affetto della nostra Amicizia ma non ti toglierà mai dalla nostra memoria e dal nostro cuore". Il rito funebre è stato celebrato da don Benedetto Rustico che durante l'omelìa ha elencato le virtù di Cristiano, «ragazzo amabile, disponibile, affettuoso», con la concelebrazione del parroco don Benedetto Ciardullo.
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