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Da Il Quotidiano della Calabria del 28/05/2009
PRONTI ALLA MOBILITAZIONE
Guardia medica verso la chiusura Rizziconi insorge
di ANGELO GIOVINAZZO
RIZZICONI - Sulla paventata chiusura della postazione della guardia medica di Rizziconi si è levato alto un coro unanime di sdegno e preoccupazione in paese. Nessuno a Rizziconi vorrebbe che il presidio sanitario di via San Nicola venisse soppresso. Verrebbe così ad essere negato il sacrosanto diritto alla salute. Sarebbe un'altra grave ingiustizia perpetrata ai danni di Rizziconi, il cui territorio è già stato depauperato in precedenza dell'ufficio sanitario e privato della possibilità di ospitare l'ospedale unico della Piana che ha preso un altro indirizzo. Evidente - mente, Rizziconi sembra non avere proprio un buon legame con la sanità. L'eventuale decisione che potrebbe essere assunta dal commissario straordinario dell'Azienda sanitaria provinciale numero 5 di Reggio Calabria di sopprimere la postazione medica di Rizziconi, certamente non è avvertita in paese come un esempio di una buona programmazione e di una saggia attenzione verso un territorio con una superficie vasta e verso una comunità che rimane senza una reale e concreta assistenza in loco, sempre utile a tamponare situazioni di emergenze. Intanto a Rizziconi ci si avvia verso una mobilitazione generale. A giorni dovrebbe partire anche una raccolta di firme. Nel frattempo una rappresentanza di medici di Rizziconi è stata ricevuta in comune dal commissario prefettizio, Demetrio Martino, il quale ha assicurato tutto il suo impegno di fronte alla difficoltà e conta, pure, di fornire presto risposte certe. Per i medici di Rizziconi è davvero inammissibile che un presidio sanitario così importante e sempre pronto a garantire assistenza a un paese di 8.000 anime, oltre a circa 200 cittadini extracomunitari non residenti, ai tanti lavoratori del grande centro commerciale e ai circa 100 dipendenti della centrale elettrica di contrada Olmolungo, debba chiudere i battenti. Inoltre, sembra non interessare affatto la disponibilità del comune che offre gratuitamente all'Asp l'uso dell'immobile nuovo, dove è ospitata la postazione della guardia medica. Nella vicenda interviene anche l'onorevole Elio Belcastro, il quale senza mezzi termini giudica “una vergogna” quello che si sta perpetrando ai danni di un territorio, dove “la sanità è assente anche sotto il profilo più basso per garantire un livello di assistenza almeno normale”. Per il parlamentare dell'Mpa la linea della razionalizzazio - ne della spesa sanitaria impostata dall'Asp non è coerente neanche con se stessa “perché si chiudono presidi assistenziali là, dove la loro presenza è di rilevante importanza e se ne lasciano aperti altri, altrove, sol perché si vogliono favorire inciuci che avvengono trasversalmente tra Reggio Calabria, Polistena, Palmi, Catanzaro e Roma”. Belcastro, raggiunto telefonicamente, perché impegnato in campagna elettorale, in giro per la Calabria, attribuisce “la pessima gestione della sanità nel territorio, fatta in maniera indecente, alla mala politica regionale, ora di destra, ora di sinistra, e ai vertici dell'Asp”. E prosegue che “per una gestione della sanità così piatta, e che ha dei sussulti soltanto quando c'è da accontentare l'amico di turno, l'Asp può fare a meno anche del suo commissario straordinario, risparmiando sulle sue consulenze e prestazioni e che, tra l'altro, non conosce nemmeno le esigenze del territorio, ma ha bisogno di validi tecnici del settore che possano risanare la cosa pubblica”. Per Belcastro è giunto il momento che tutte le forze sociali e i cittadini facciano sentire la loro voce, mentre “noi - ha detto il parlamentare - saremo al fianco della nostra gente per tutelare il sacrosanto diritto alla salute”.
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