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La Dia di Reggio ha sequestrato beni per 55 milioni al politico-imprenditore
Inzitari, colpo all’impero
sigilli anche alle aziende che operavano all’interno del “Porto degli Ulivi” di Rizziconi

di Francesco Tiziano
REGGIO CALABRIA - Pasquale Inzitari aveva sì ceduto il centro commerciale “Il Porto degli Ulivi”ai banchieri svizzeri del “Credit Suisse” ma era sempre rimasto il proprietario di alcune aziende che operano all'interno della mega struttura di Rizziconi. I negozi “Expert” innanzitutto, la catena degli elettrodomestici e dell'elettronica; ed inoltre la gestione della ristorazione tra il ristorante- pizzeria “Rossopomodoro”e il fast food “Burger King”. Proprietà che per i magistrati e gli 007 della Dia di Reggio Calabria erano state realizzate da Pasquale Inzitari in quanto «imprenditore con legami mafiosi». Aziende che ieri sono state sequestrate in virtù della legge “Rognoni-La Torre” perché beni di provenienza mafiosa. E' un colpo economico da capogiro quello inferto alla famiglia di Pasquale Inzitari, l'imprenditore-politico di Rizziconi accusato, ed arrestato (adesso ai domiciliari) perché vicino alle 'ndrine della Piana di Gioia Tauro. Il sequestro beni ammonta infatti ad un patrimonio di 55 milioni di euro. I beni sequestrati. L'ammontare del sequestro è una cifra da capogiro: cinquantacinque milioni di euro. Un elenco infinito: il patrimonio aziendale e l'intero capitale sociale della “IN.DE.FIN S.as.” con sede a Rizziconi operante nel settore immobiliare e della “Nifral Sviluppo S.r.l.”operante nel settore della vendita di elettrodomestici a Rizziconi con tre unità locali all'interno dei centri commerciali “Il Porto degli Ulivi” a Rizziconi, il “Peguy” a Cinquefrondi e “I Portali” a Corigliano Calabro; le quote pari al 33% del capitale sociale della “Devin Property srl” a Rizziconi; le quote pari al 33% del capitale sociale della “Devin King” con sede a Rizziconi titolare dell'attività denominata “Burger King”ubicata all'interno del centro commerciale “il Porto degli Ulivi”; le quote pari al 33% del capitale sociale della “Crazy Red srl” titolare dell'attività commerciale denominata “Rossopomodoro” ubicata all'interno del centro commerciale; conti correnti, libretti di deposito al portatore o nominativi, contratti di acquisto di titoli di stato, azioni, obbligazioni, certificati di deposito, assicurazioni, intestati presso istituti di credito pubblici o privati, casse rurali, direzioni provinciali delle Poste, società assicurative, finanziarie o fiduciarie, società di intermediazione mobiliare, sette automezzi. L'operazione. A ricostruire la «terza tranche dell'inchiesta sulla famiglia Inzitari-Princi» è stato il comandantedella Dia di ReggioCalabria, colonnello Francesco Falbo. Il maxi sequestro beni costituisce infatti un'appendice dell'inchiesta “Saline”che ha smantellato i legami dei cognati Pasquale Inzitari e Nino Trinci (morto il 7 maggio 2008 dall’esplosione dell'autobomba del 26 aprile), i rapporti con la famiglia mafiosa Rugolo di Castellace diOppido Mamertina con sullo sfondo il braccio di ferro con le 'ndrine egemoni di Gioia Tauro. Il colonnello Falbo delinea anche il ruolo apicale di Maria Princi, sorella di Nino Princi e moglie di Pasquale Inzitari: «Una donna forte e capace, che ha dimostrato di sapere coordinare attività manageriali complesse che fanno capo alla famiglia. Proprio per questi motivi, il Tribunale delle misure di prevenzione ha ritenuto opportuno congelare e sospendere temporaneamente ogni operazione che riguardi i beni intestati a lei ed al marito». Il procuratore Pignatone. E' ermetico più del solito il procuratore di Reggio Calabria, Giuseppe Pignatone. L'indagine sulla dinastia Inzitari-Princi e sulla gestione del mega centro commerciale “Il Porto degli Ulivi”non sarebbe ancora arrivata al capolinea. Lo sussurrano gli investigatori della Dia e lo spiega lo stesso capo della procura reggina: «Nonostante quanto accaduto, e la vendita della struttura a “Credit Suisse”, Pasquale Inzitari e la moglie Maria Princi continuavano a possedere punti vendita nel centro commerciale “Porto degli Ulivì”. Si tratta di corposi investimenti sulla cui natura sono in corso approfonditi accertamenti finora approdati alla misura del sequestro.Pasquale Inzitari resta comunque un personaggio emblematico: politico, imprenditore, amministratore locale ». I rapporti con “Credit Suisse”. L'interrogativo è pacifico: quale ruolo ha svolto, e svolge, in tutta la tortuosa vicenda della realizzazione e cessione del centro commerciale “Il Porto degli Ulivi” il colosso bancario “Credit Suisse”?. Glissa con diplomazia il procuratore Pignatone: «Troppo o troppo poco» ha risposto ai cronisti sull'ipotesi di coinvolgimento dello stesso istituto bancario elvetico. Ad oggi è stato solo accertata la cessione delle azioni “Devin” per un importo di 11.640.000 euro al colosso bancario elvetico. |
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