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Rizziconi. Le due formazioni non sono state ammesse al voto |
La Commissione elettorale respinge il ricorso di Bartuccio |
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RIZZICONI - Respinto il ricorso di riammissione della lista “Legalità e autonomia” con candidato alla carica di sindaco Antonino Bartuccio alle elezioni comunali di fine marzo. La Commissione elettorale mandamentale ha deliberato di riconfermare il provvedimento, il cui verbale peraltro, era già stato notificato ai delegati della stessa lista la sera stessa di sabato. La Cem ha ritenuto, perciò, valida l'insussistenza di presupposti per l'eventuale adozione di ulteriori determinazioni, in ordine all'immissione della lista nella competizione elettorale del 28 marzo. Per la Cem le cause giustificative dovevano consistere in fattori eccezionali ed imprevedibili non riconducibili, comunque, a difficoltà ordinarie e prevedibili nel rispetto dell'orario, per cui esse sono ascrivibili alla sfera di controllo dei presentatori. Nelle carte difensive, la lista “Legalità e autonomia” ha scritto tutto. In particolare fa riferimento al momento in cui davanti alla porta della segreteria del Comune sono arrivati i propri delegati incaricati di depositare la lista, in orario andi NICOLA ORSO GIOIA TAURO - I responsabili delle liste “Una Nuova primavera per Gioia Tauro”, collegata a Pasquale Mamone, e Nuovo Psi, che sostiene Vincenzo Ruggiero, hanno dato incarico ai propri legali di presentare ricorso presso la Corte d'appello di Reggio Calabria dopo la ricusazione della Commissione mandamentale di Palmi. Intanto, ieri sera Umberto Pirilli ha tenuto un primo incontro con i candidati che lo appoggiano. Nel continuare il nostro tour, oggi sentiamo Vincenzo Ruggiero, assessore al bilancio della passata amministrazione guidata da Giorgio Dal Torrione e candidato alla carica di sindaco per il Pri, l'Udc ed il Nuovo Psi, se quest'ultimo sarà riammesso. Lo scenario è noto: a Gioia Tauro il centrodestra si è spaccato sul nome del candidato a primo cittadino. Una serie di circostanze, non si sa se volute o non volute, hanno determinato questo strappo, i cui effetti potranno essere letti solamente dopo il risultato elettorale. A Ruggiero abbiamo posto alcune domande. Ipotizzando un ballottaggio tra lei e Pirilli, la spaccatura nel centrodestra gioiese non sarebbe ancora più imbarazzante? «Non penso che di fronte adunfatto del genere ci sarebbe disagio. Il rapporto tra me e l'onorevole Pirilli è sempre stato all'insegna di una grande stima. Oggi Pirilli è solo un avversario politico come gli altri con il quale ci confronteremo, nella speranza che vinca il migliore. Non ho alcun pregiudizio nei suoi confronti e, lo voglio ripetere, ho sempre avuto un'alta considerazione della sua persona». Come interpreta il ritardo con cui il Pdl ha avviato le trattative per le comunali? Solo dieci giorni fa è stato contattato Pirilli. «Qualcuno pensa che a Gioia Tauro il Pdl sia solo Berlusconi. Di Berlusconi ce n'è uno solo ed è stato lui un grande trascinatore in Italia. Però, se in sede locale c'è qualcuno che ritiene di poter fare le veci del premier o di poter salire sui palchi mascherato da Berlusconi, si sbaglia e si sbaglia grossolanamente. Berlusconi è il presidente del Consiglio, mentre ognuno di noi dovrebbe sforzarsi di essere solo se stesso. Occorre, dunque, umiltà». Qualcuno all'interno del Pdl ha parlato tempo fa di eminenze grigie, ossia di soggetti che a Gioia determinano i destini della politica. Che ne pensa? «Chi in politica, anche nel passato, ha voluto coniare il termine “nuovo”, dovrebbe spiegarsi meglio. Si può essere giovani a settant'anni e già vecchi a trenta. Parlare di eminenze grigie mi pare un po' esagerato. E' chiaro che anche in politica bisogna rispettare i patti, siano essi scritti o no. Probabilmente, in questa fase è mancato un forte riferimento agli aspetti etico- comportamentali. Si è cercato attraverso i soliti giochetti di prevaricare, sono state disattese le buone regole della politica e della trasparenza. Tutto questo ha portato, quindi, alla spaccatura. Ci sono tre partiti che in questo momento in ambito locale si sono tirati fuori dal Pdl, ma non per una questione di simpatia verso la mia persona quanto, evidentemente, perché non si sono riconosciuti in talune scelte, per cui hanno deciso di puntare su un progetto alternativo ». teriore al termine di legge delle 12. Nell'istanza presentata alla C.e.m. viene precisato che il deposito della lista in segreteria è avvenuto fuori termine di 8 minuti, imputabile soltanto alle operazioni di autentica delle firme richieste per la presentazione dell'altra lista “Trasparenza e legalità per Rizziconi”e per la presenza all'interno dello stesso ufficio di segreteria di una molteplicità di sottoscrittori legati all'altro schieramento, anch'esso escluso dalla competizione elettorale di fine marzo con uguale motivazione. Nel ricorso viene riportato anche il fatto che i delegati della lista che presentava alla carica di sindaco Antonino Bartuccio erano già dentro, dietro la porta della segreteria, quando alle 12 in punto l'ingresso al palazzo municipale era stato bloccato dall'interno. Motivazioni tutte che la Cem non ha ritenuto valide ai fini dell'annullamento e della riammissione alla competizione elettorale della lista “Legalità e autonomia”. «Con la decisone della Cem è stato negato alla cittadinanza rizziconese il diritto di esprimersi e di eleggere un'amministrazione comunale, capace di ridare alla collettività del luogo dignità ed onorabilità e soprattutto migliorare le condizioni di vita sociale». E' quanto ha detto Antonino Bartuccio che non demorde e annuncia un eventuale ricorso al Tar, soltanto dopo una riunione collegiale con il suo gruppo. La pensano diversamente quelli dell'altra lista “Trasparenza e legalità per Rizziconi”, dove Armando Marcianò, il candidato alla carica di sindaco, ha ribadito le sue intenzioni e quelle dei suoi più stretti collaboratori a non presentare alcun tipo di ricorso, dichiarando che «La legge parla chiaro e va rispettata, anche se i rappresentanti della mia lista erano nei locali del palazzo municipale, prima delle 12. Il ritardo del deposito della lista è stato causato dall'autentica delle firme». |
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