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Da Il Quotidiano della Calabria del 17/05/2009
Rizziconi attende
Residenza sanitaria silenzio assordante
di ANGELO GIOVINAZZO
RIZZICONI - Molti proseliti erano stati fatti l'estate scorsa attorno alla struttura sanitaria di via San Nicola, ma ben presto, però, tutti sono caduti nel dimenticatoio. Un giro di ipotesi fatte sull'utilizzo della struttura, rimaste, però, tutte senza riscontro. L'estate scorsa, addirittura, si era, persino scomodato, su invito del sindaco di allora, Michele Bello, il commissario straordinario dell'Asp di Reggio Calabria, Massimo Cetola, piombato a Rizziconi, in pieno agosto, per “visitare” la Residenza sanitaria. La struttura di Rizziconi era stata giudicata impianto idoneo e capace, in grado di favorire le finalità per le quali era stata effettivamente costruita. Ossia ospitare persone anziane, una sessantina circa, in attesa del completamento del terzo padiglione, rimasto ancora oggi, nel suo interno, grezzo, per via della mancanza di fondi da parte dell'Asp che, tra l'altro, non era in grado di garantire, nemmeno, un'assistenza continua agli ospiti della Residenza, per carenza di personale idoneo. Il sindaco del tempo Bello e il commissario dell'Asp Cetola hanno parlato tanto. Hanno affrontato eventuali altre ipostesi sulla destinazione della struttura e in questo contesto non era stata scartata neanche la possibilità di aprire le porte per un'eventuale sistemazione di una sala, ove poter eseguire unicamente prelievi di sangue. D'allora sono trascorsi nove mesi e sulla Residenza sanitaria di Rizziconi è calato il silenzio più assoluto. Si sono perfino perse le tracce del protocollo d'intesa che le due parti, l'Asp e il Comune, dovevano sottoscrivere, dopo aver definito le questioni interne che ognuno, per quanto di loro competenza, si erano date. Dopo tanta fatica e tanti soldi, circa tre miliardi delle vecchie lire, tutto si è fermato. La struttura sembra non interessare proprio nessuno dell'Asp, proprietaria dell'immobile di via San Nicola. Ed è un silenzio preoccupante che sembra significare che dietro, ancora, non vi sia alcun progetto mirato. A risentirne dell'incredibile staticità che ruota attorno alla Rsa, anche i giovani disoccupati, la cui apertura doveva rappresentare l'obiettivo di un posto di lavoro. Invece rimane una costruzione inutilizzata in balia ormai da undici anni dell'incuria più totale e che va inesorabilmente contro una fine indecorosa.
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