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Scioglimento del Comune il Viminale non ha deciso

di Angelo Giovinazzo
RIZZICONI -Ancora nessuna notizia sulle sorti future che attendono il Comune di Rizziconi. Neppure nell'ultima riunione di venerdì scorso del Consiglio dei Ministri è stato preso alcun provvedimento nei riguardi di Palazzo San Teodoro. Quindi il Comune di Rizziconi ancora non è stato sciolto per infiltrazione mafiosa, come sembra nell’aria ormai da diversi mesi. Di fronte a una situazione del genere, ad un’attesa così lunga senza sbocchi, è ovvio, a questo punto, che trovi spazio un grande ventaglio di ipotesi. Certo, appare tutto molto strano, a cominciare dal silenzio che ruota intorno all'intera vicenda, perché solitamente passano al massimo due settimane tra la richiesta dello scioglimento dei Comuni da parte del Ministro degli Interni e l'atto conseguente di Palazzo Chigi che poi viene ratificato dal Presidente della Repubblica per l’efficacia di legge. Rizziconi, se così fosse veramente, costituirebbe, se così si può dire, una vera e propria eccezione alla regola. Non è da scartare nemmeno l'ipotesi che l’attuale titolare del Ministero dell'Interno di via Nazionale, Roberto Maroni, debba ancora passare al vaglio, forse per una più attenta valutazione del contenuto, la relazione che gli ha trasmesso il prefetto di Reggio Calabria, Francesco Musolino, a seguito delle risultanze acquisite dalla commissione di accesso agli atti i che ha setacciato le carte del Comune. Come pure si potrebbe ipotizzare che il ministro Maroni abbia temporeggiato in tutto questo lasso di tempo, non presentando al Consiglio dei ministri la proposta di scioglimento del Comune di Rizziconi. In attesa che entri in vigore, proprio in questi giorni, la legge sul pacchetto sicurezza che detta nuove norme per quanto riguarda lo scioglimento, appunto, dei Comuni per «infiltrazioni mafiose». Però è da considerareanche che nell'ultimo mese il Consiglio dei ministri ha sciolto, sempre su proposta di Maroni, i Consigli comunali di Fabrizia (Vibo Valentia) e Vallelunga Pratameno (Caltanissetta). «Perché questi Comuni si e Rizziconi no?». E' il tormentone che accompagna in questo periodo le calde giornate di moltissimi rizziconesi. Era il 19 marzo scorso quando il prefetto, Musolino, insedia la commissione di accesso agli atti che conclude il suo lavoro entro i previsti sessanta giorni e presenta, poi, al massimo responsabile provinciale dell'ufficio di governo una copiosa relazione. Nel frattempo il sindaco Michele Bello ha rassegnato le sue dimissioni che hanno portato alla conseguente caduta dell'intero Consiglio comunale di Rizziconi. A questo punto, a palazzo San Teodoro a reggere le sorti del Comune, si è insediato, dietro nomina del prefetto, il dottor Demetrio Martino. |
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