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Da Il Quotidiano della Calabria del 15/04/2009
«Quella notte all’Aquila sotto il sisma c’ero anch’io»

Di Angelo Giovinazzo
- Maria Concetta Belcastro, di Rizziconi, laureanda in psicologia clinica e dinamica presso l'università dell'Aquila, ha vissuto momenti terribili con il terremoto violento che ha sconvolto la terra dell'Abruzzo, nella notte tra domenica e lunedì. Adesso, Maria Concetta è a casa, a Rizziconi, circondata dall'affetto e dall'amore della sua famiglia. L'appartamentino che occupava, al piano terra di una villetta, all'interno di un complesso abitativo, non è crollato, ma è pieno di crepe, Per i forti scossoni inferti dal sisma, si è lesionato in più punti, scrollando tutt'intorno calcinacci. Drammatica la testimonianza della giovane universitaria: “Dopo la prima scossa tellurica, avvertita verso le 23, mi son data da fare per essere pronta ad ogni eventuale evenienza, mettendo dentro una capiente borsa qualche effetto personale che ho sistemato sul comodino accanto al mio letto”. Una previsione sinistra che si è materializzata alle 3,32 quando il sisma che si è fatto sentire con tutta la sua forza. Infatti Maria Concetta ricorda quei momenti difficili e pieni di paura così: “La struttura della villetta si muoveva paurosamente sin dalle fondamenta, il lampadario oscillava pericolosamente e i mobili si spostavano da un capo all'altro della stanza con i miei libri che cadevano. A quel punto ho arraffato la borsa e mi sono precipitata all'esterno, in pigiama, letteralmente terrorizzata. Ho sentito urla e grida provenire da ogni angolo delle vie e da lì a poco si ascoltavano anche in lontananza le sirene dei primi mezzi di soccorso”. A questo punto Maria Concetta in compagnia di due amiche riesce araggiungere con la loro auto un campo all'aperto, vicino a una caserma, dove trascorre la notte all'interno del veicolo stesso. Ricorda il freddo pungente, tante persone in lacrime e sentire il silenzio sinistro di crolli. La mattina dopo la fuga disperata dall'area interessata fortemente dal sisma, in auto, verso Pescara, dove in treno raggiunge Roma e da qui la Calabria. In stazione ad accoglierla la mammaalla quale aveva telefonato solamente la mattina dopo, sincerandola sul suo buono stato di salute. Maria Concetta ora non sa quando tornerà a L'Aquila, comunque, ha fatto intendere, che il tempo del suo rientro nel capoluogo abruzzese è lontano, perché il dolore è troppo grande, per tutte quelle persone che sono rimaste senza vita sotto le macerie.
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