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RIZZICONICENTRO |
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Un breve viaggio alla scoperta di alcune ricette
di Rizziconi e del Reggino. |
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"Caro cumpari stasira ti 'mbitu
menti la carni ca eu mentu lu spitu
porta lu pani ca u meu è mucatu
porta lu vinu c'o meu è citu
caru cumpari stasira ti 'mbitu"

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Rizziconi offre oltre ad uno splendido territorio,anche ottimi Piatti,tra cui i Tagghjaredi (Tagliatelle ) fatti in casa,una pasta fesca lavorata con un giunco,accompoagnata da carne di Capra o di Maiale,poi il Tonno sott’olio Pisci all’ogghiu,lo Stocco alla ghiotta,melanzane ripiene,peperoni arrostiti e cosi via.
Alle usanze Religiose si aggiungono anche quelle della cucina basta pensare al periodo Pasquale,,ci ritorna in mente "a sguta",un impasto dolce che prende la forma di Ciambella decorata con uova sode,seguono i curudedi,dolce a forma di biscottini decorati con bastoncini di zucchero colorati e con il "gileppo" glassa di zucchero;nel periodo di carnevale si prepara la pignolata dolce ricoperto di miele,e i chiaccheri Le Chiacchiere.
Maccarruni cu sucu i crapa
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Ingrdeientiper 4 persone:
1 cipolla, 1 litro di salsa di pomodoro casareccia, 1 carne di capra,500 G ,Farina 5 Uova ,1 CucchiaioOlio D'oliva ,Sale ,100 G Formaggio Pecorino Grattugiato. |
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Fate soffriggere la cipolla con un pò d'olio d'oliva quando è dorata aggiugete la carne di capra e rosolatela, quando e dorata dia tutti lati aggiugete la salsa di pomodoro, salate pepate a piacere e fate cuocere a fuoco lento per almeno 2 ore.Preparate la pasta mettendo a fontana sulla spianatoia la farina setacciata. In una terrina rompete le uova, unite l'olio e un pizzico di sale, sbattetele e versatele nel mezzo della fontana. Lavorando con le dita, portate, poco alla volta, la farina nel centro, poi, con ambedue le mani, lavorate bene la pasta fino a renderla ben sostenuta. Con il matterello tirate delle sfoglie, tagliatele in piccoli quadrati, avvolgeteli all'apposito ferro sottile, sfilatene i cilindretti di pasta ricavati e allineateli via via su un canovaccio cosparso di farina per farli seccare leggermente. Calate la pasta in abbondante acqua leggermente salata, sgocciolatela al dente, ricopritela di formaggio grattugiato e di ragù capra |
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STOCCO ALLA MAMMOLESE
Preparazione:
Ingredienti per 4 persone:
1 Kg di “Stocco di Mammola” spugnato a pezzi, 1 Kg di patate, una cipolla rossa, 4 peperoni essiccati (di resta), 1 Kg di pelati, olio d’oliva, olive in salamoia.
Preparazione: In tegame di terracotta fate soffriggere nell’olio la cipolla affettata. Mettete poi i pelati e fate cuocere a fuoco lento per circa 5 minuti. Salate e aggiungete le patate a spicchi e dopo pochi minuti lo stocco a pezzi insieme alle olive e peperoni. Lasciare cuocere a fuoco lentissimo senza mescolare ma agitando l’intero tegame, per 20 minuti. Spegnere il fuoco e dopo aver fatto riposare per qualche minuto servire. A piacere si possono aggiungere con lo stocco le ventresce (trippiceji) del pescestocco |
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Zippuli i Natali (zeppole di Natale)
Ingredienti: 4 belle patate - 750 gr o 1 kg di farina(bisogna regolarsi) - 4 cucchiaini di sale - 2 cubetti di lievito di birra - un po' d'acqua.
Preparazione:
Bollite, sbucciate e schiacciate le patate, mettetele in una ciotola e aggiungete il sale, il lievito che avrete sciolto in un po' d'acqua tiepida, e tanta farina quanto basta per ottenere un bel panetto morbido.
Lavoratelo bene bene e mettetelo a lievitare.
Quando avrà raddoppiato il volume, prendete un pentolino dai bordi alti, metteteci dell'olio di arachidi o quello che voi usate, e mettetelo sul fuoco.
Aggiungete dopo 3 minuti un pezzetto di pane.
Quando il pane si sarà dorato, toglietelo e procedete così:
mettete in un piatto un po' d'olio, ungetevici le mani, prendete un po' di pasta, allungatela e formate una ciambella (tutto questo dev'essere fatto senza appoggiare la pasta sul piano di lavoro, ma bensì nelle stesse mani).
Buttate la zzippula nell'olio bollente e friggetela... |
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I' Nacatuli ( Nacatole )
Anche questa ricetta appartiene alla tradizione della cucina calabrese e, come la maggior parte delle ricette della cucina popolare, nasce con pochi ingredienti poveri con l'aggiunta poi, in epoca moderna, di qualche aroma.
E' un dolce che si prepara per lo più nel periodo di Carnevale, quindi ve lo sto proponendo in ritardo ma, data la "giovanissima età" di questo blog, spero mi perdonerete se vado piano cercando di fare le cose nel miglior modo possibile.
Ingredienti:
kg 1 di farina tipo OO;
6 uova;
gr 250 di zucchero;
gr 50 di burro o strutto;
1 bustina di vanilina;
1 cucchiaino di aroma all'anice,
1 cucchiaino di lievito per dolci;
un pizzichino di sale;
olio di oliva;
zucchero a velo.
La ricetta originale prevede naturalmente l'uso dello strutto ma, almeno che non disponiate di uno strutto "puro" senza alcuna traccia di ..... odore tipico, vi consiglio l'uso del burro.
Disporre a fontanella, su una spianatoia, la farina setacciata; al centro ponete lo zucchero, il burro lasciato ammorbidire o lo strutto, le uova ed il pizzichino di sale e cominciate ad impastare gli ingredienti amalgamandoli un po; aggiungete quindi la vanilina, l'aroma di anice ed il lievito e continuate ad impastare finchè non avrete ottenuto un composto dalla consistenza liscia ed perfettamente omogenea;
adesso tagliate l'impasto ottenuto in tante "fette" dello spessore di 1 cm e che, a loro volta, taglierete a strisce sempre dello stesso spessore; sulla spianatoia "filate" le strisce di pasta, a mani aperte lavorando la pasta per darle una forma cilindrica e allungata e formate delle trecce o, ancora meglio, dando la classica forma a "cannistreda", formando una "u" stretta e lunga intorno alla quale avvolgerete il filo di pasta.
Continuate fino ad esaurimento di tutto l'impasto e ponete a riscaldare, in una padella larga e dai bordi alti, l'olio di oliva; quando sarà ben caldo ponete a friggere " i' nacatuli " tenendo presente che devono galleggiare nell'olio; rigiratele spesso da tutti e due i lati finchè non avranno preso un colore leggermente dorato e metteteli a sgocciolare su della carta da cucina assorbente o su una griglia.
Quando si saranno raffreddati spolverizzate di zucchero a velo. Si conservano per molti giorni.
La ricetta comune non prevede l'uso del lievito, ma io preferisco metterne un pò per evitare che ne risultino dei dolci molto "duri" . |
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